10-10-2003
RADIOGRAFIA DEL CALCIO DILETTANTISTICO
di Sergio Montalti Radiografia del Calcio dilettantistico” Ciò che mi ha sempre affascinato nella realtà del calcio giovanile è il margine ancora presente della sua identità spontaneamente dilettantistica. Diciamo pure la verità: Oggi grandi interessi sono entrati, si sono impadroniti e reggono come un’impalcatura invisibile l’attività sportiva. Il calcio professionistico, in primis, è diventato una grossa industria, un’attività economica con profitti e perdite nel contesto di una logica mercantilistica e mercificatrice. Il calcio giovanile, viceversa, nasce e si sviluppa essenzialmente per la iniziativa di piccole società autogestite che hanno come riferimento non un modello di sport industriale che limita o cancella ogni spontaneità, ma un modello che si delinea come funzione pedagogica per cui la vittoria o la sconfitta diventano, in fondo, un fatto secondario. Trovo inoltre che il contenuto ideale e specifico sul quale si snoda la vita sportiva delle piccole società calcistiche (sia pure con grandi difficoltà) riesce a conservare una base volontaria pressoché gratuita di dirigenti e organizzatori altamente lodevole. Il legame che questi dirigenti hanno impresso con la realtà sportiva ha appunto qualcosa di domenicale, di ludico, di non professionistico. Si esprime attraverso la convivialità societaria in un rapporto umano di amicizia e armonia collettiva. Sarebbe auspicabile un maggiore intervento delle istituzioni pubbliche che renda visibile la vita di queste realtà societarie, concretizzando non solo la loro possibilità di esistere e vivere lo sport, ma anche sostenendo questi piccoli clubs calcistici i quali, non dimentichiamolo, hanno e continuano a sviluppare una loro fioritura socialmente rilevante anche se forse non produrrà futuri campioni. Resta comunque determinante e fondamentale il lavoro comunitario di queste piccole realtà basato sull’affiatamento e la collaborazione interpersonale, poiché il gioco del calcio, al di fuori degli schemi utilitaristici-commerciali, riveste una importante funzione sociale. Far parte di una società sportiva vuol dire collaborare per il raggiungimento di fini comuni: infatti una squadra di undici ragazzi non è la somma di talenti individuali più una x (un’incognita, legata propriamente alla somma), ma un armonioso concerto frutto di un impegno comune. L'impegno di undici ragazzi, inserito nel collettivo organico di tutto il Club, coi suoi dirigenti, i suoi allenatori, la sua organizzazione societaria che viene esaltato al di là del personale contributo.
Allegato:
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